Pettegolezzo: l’arma del bugiardo

Una tra le peggiori razze di invertebrati umani è il pettegolo. Si avverte una certa nota di sarcasmo in questa mia affermazione. Mistery FraEppure, i danni subdoli e irreversibili che crea ad altre persone, le infezioni ed i dubbi che ingenera all’interno di dinamiche di coppia e sociali sono tali da poter senza dubbio catalogare il pettegolo tra le specie più pericolose di individui a piede libero oggi annoverabili. Esistono perfino –  si badi – persone che si professano come appartenenti a correnti politiche garantiste quali i democratici di sinistra e poi fanno del pettegolezzo la loro arma principale, subdola, viscida e perniciosa, che non dà alla persona colpita dalle sue accuse alcuna possibilità di difendersi. 
Tale difesa negata a favore della vittima del pettegolezzo (che non partecipa mai al discorso), unito alla diffusione a macchia d’olio delle storie propinate dal pettegolo, generano danni di reputazione irreversibili perché facilmente, di bocca in bocca, talune storie passano con estrema semplicità, raggiungendo un numero variabile di individui, i quali saranno ingannati da queste false informazioni.

Cosa spinge il pettegolo a spettegolare? I motivi sono davvero numerosi e vanno da patologie psichiatriche a semplici passatempo (che sono comunque sintomatici di sensibili riduzioni dell’intelletto) a veri e propri stili di vita. Sostanzialmente, però, i motivi più comuni, sempre ricorrenti, sono 3:

  1. vigliaccheria (il pettegolo è sempre un vile, vittima a sua volta di complessi d’inferiorità e frustrazioni varie che cerca di compensare con cattiverie, operando nell’ombra);
  2. probabile impunità (ma a volte finisce male, con grossi danni d’immagine auto inflitti);
  3. tornaconto personali (anche il semplice voler vedere soffrire una persona o portare a letto qualcuno è un tornaconto personale).

La caratteristica costante del pettegolezzo è… rullo di tamburi…  la falsità dell’informazione. Non dimentichiamo mai che il pettegolezzo esce sempre dalla bocca di un vile (e finisce nelle orecchie di uno sprovveduto) il quale, se avesse avuto valide ragioni, le avrebbe esternate a viso aperto, nella speranza di guadagnare qualche “punto – considerazione” da parte di terzi dal cui giudizio egli pende poiché sprovvisto generalmente di carattere autonomo.
Il pettegolo, una volta scoperto, tende a negare e ad aggredire: essendo dotato di un ridotto senso di responsabilità (e spesso non solo quello), reagisce scompostamente aggredendo chi lo ha scoperto o altrettanto comunemente fingendo di essere offeso, sempre negando ogni addebito. 

Non esiste una ricetta per combattere efficacemente il pettegolezzo né di curare il pettegolo. Tuttavia, metodi efficaci per contrastare ed arginare il fenomeno sono:

  1. evitare di ascoltare, stoppando subito il nostro vettore (che è comunque un pettegolo in versione light) mostrandosi indisponibili a parlare sul conto delle persone assenti;
  2. informare la vittima del pettegolezzo (citando la fonte ed eventualmente chiedendo al vettore di incontrarsi con le persone sul conto delle quali ha parlato in loro assenza), quando ci si accorge tardivamente dell’avvenuta insinuazione di un pettegolezzo. Generalmente, in questi casi, l’autore fa l’offeso e ingiuria/blocca sui social/rifiuta il confronto.

Comunque vada, è una vittoria.

Il pettegolezzo è viscido, perché viscido è chi lo crea e chi lo diffonde, ma la verità e la trasparenza, amici miei, sono sempre armi vincenti. Bisogna solo scegliere da che parte stare.

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