Assalto alle zebre!

Zebre

La subcultura della strafottenza, la magnificazione della prepotenza e della affinità alla prevaricazione, ecco l’inclinazione per tendenza dell’automobilista zebrofilo. Vivere da pedoni dovrebbe essere un’avventura fantastica, salutare, antistress, ma c’è chi si impegna seriamente per rendere la vita impossibile a chi decide di spostarsi a piedi. Mi limiterò a trattare solo l’aspetto dei pedoni che non hanno problemi di deambulazione, perché tratterò il calvario dei portatori di handicap in un post specifico. Se da una parte il mainstream spinge verso l’ecologismo per invertire la tendenza del pianeta al surriscaldamento (come ci sta ricordando tutti i giorni la piccola ed onnipresente Greta Thunberg), i trogloditi fanno di tutto per ricordarci che discendiamo dalle scimmie

Nel carosello d’immagini qui sotto, sono raffigurate autovetture che, pur senza essere in presenza di problemi di congestione del traffico (che comunque non giustificherebbe l’infame sosta) sono state parcheggiate con estrema nonchalance dai rispettivi autisti su strisce pedonali e/o marciapiedi. Essi rappresentano egoismo, individualismo ed appartenenza certa e ben  radicata alla subcultura di cui parlavo poc’anzi e, aspetto non secondario, ledono all’immagine delle città perché ne peggiorano la vivibilità. Le foto sono state scattate nel centro urbano di Paola, in provincia di Cosenza. E, in quanto ad atteggiamenti animaleschi, i prepotenti motorizzati hanno anche il vizietto dell’irresponsabilità.

A tal proposito, vi racconto un breve dialogo, che ripropongo il più fedelmente possibile. Sono a San Lucido, in provincia di Cosenza, una sera come tante, di fine settembre. Qualche giorno fa, insomma. Sono a bordo della mia auto, che attraverso il centro urbano, scarsamente trafficato. Un’anziana signora attraversa la strada sulle strisce pedonali e porta con sé due grosse buste della spesa. Chiaramente, mi fermo e le do la precedenza. Mentre aspetto, noto che all’estremità opposta delle strisce c’è un automobilista maleducato che sosta a bordo della sua auto. La signora ha difficoltà a trovare uno spiraglio per passare, lui la osserva distratto, la donna se la cava a stento ma riesce infine a passare. Io m’incazzo. Ecco il dialogo, dove io sono Ven (Ventunowatts) e l’automobilista selvaggio è Str (straniero, ehm…):

Ven: «Buonasera, signore. Per favore si toglie dalle strisce?»
Str: «E perché?»
Ven: «Perché le strisce pedonali servono ai pedoni per attraversare».
Str: «E tu chi sei?»
Ven: «Ora sono un automobilista ma spesso sono pedone».
Str: «Ed allora perché dovrei spostarmi?»
Ven: «Perché è sulle strisce e non vi può sostare.»
Str: «Se non hai autorità (!) perché dovrei spostarmi?»
Ven: «Perché hai rotto le scatole con la tua prepotenza.»
Str: «Tu non stai bene.»

Ho parcheggiato un po’ più in là e sono tornato a piedi con l’intento di chiedere lumi sul suo personalissimo concetto di salute mentale ma, nel frattempo, evidentemente, è riuscito ad avviare l’intelletto ed a liberare l’ingombro. Spesso è molto difficile parlare con chi è convinto di poter imporre a suo piacimento la sua prepotenza, ma occorre sempre dire qualcosa, perché su mille parole magari una fa breccia e se ciascuno di noi si sforzasse di compiere piccoli gesti quotidiani, potremmo vivere già domani stesso in un mondo migliore. 

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