Codice rosso: un flop annunciato.

scarpe-rosseLa legge n. 69 del 19 luglio 2019 (in vigore dal 09/08/2019) ha apportato significative modifiche al sistema penale e di procedura penale in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. O almeno, è questo che il legislatore si è prefissato nel mettere mano allo scottante tema, che pare non poter essere esaustivamente trattato in alcun modo. Nonostante i vari accorgimenti legislativi succedutisi nel corso degli anni, infatti, il tema della violenza sulle donne appare quanto mai attuale, forte, vigoroso, come a rappresentare il genere maschile come un inguaribile dispensatore di violenza domestica, che se ne infischia di qualsivoglia intervento studiato per contrastare la sua incontenibile irruenza.  La mia idea in proposito è chirurgica e, probabilmente, varrebbe la pena apportare ulteriori modifiche, che potenzialmente siano in grado di contrastare effettivamente ed efficacemente la violenza di genere. 

Voglio precisare che a mio parere andrebbe contrastata la violenza in genere e non di genere poiché, legiferando seriamente in merito al contrasto effettivo della violenza, si porrebbe un argine concreto a quella di genere. Assalto-alla-diligenzaMi spiego meglio: tante donne sono vittime di violenza effettiva, così come tanti uomini lo sono ad opera di ex mogli e compagne che, approfittando del favorevole momento di sensibilizzazione mediatica,  indebitamente salgono sul carro del sistema a supporto della violenza di genere, producendo denunce fasulle, simulando inadempienze ed atteggiamenti scorretti da parte degli ex, sottraendo loro i figli, fingendosi vittime e dissimulando la loro qualità di carnefici. Assaltando la diligenza del sistema di supporto alle vittime di violenza reali. Questo atteggiamento causa inevitabilmente un senso di frustrazione nell’uomo che, a volte, può risultare ingestibile poiché va a colpire i valori fondamentali della vita di ciascun individuo, qual è l’amore per i figli. A volte, la frustrazione può tradursi in violenza

Direi, quindi, che sbilanciando la legge a favore di una delle parti, si crea un potenziale pericolo. Si fa lievitare il senso d’impotenza e di frustrazione delle persone ingiustamente colpite dalla macchina giudiziaria. Si alimenta la violenza. Badino bene gli immancabili maligni che non intendo in alcun modo giustificare alcun atto di violenza ma solo dare un senso logico alla escalation di violenza che appare essere contro corrente rispetto agli intenti di chi legifera.

scarpeServe, il codice rosso? Sarà sufficiente a frenare la violenza sulle donne? Penso proprio di no, per un duplice motivo: il primo risiede in quanto ho detto riguardo alla simulazione da parte di un consistente numero di ex, cosa che rende assai difficile il lavoro dell’autorità giudiziaria; il secondo, il più scontato, è che, se si dà una corsia preferenziale a tutte le istanze di un determinato genere, aumentandone la velocità con obblighi di celerità istantanea che gravano solo su polizia ed autorità giudiziaria, non si produrrà alcun effetto concreto, perché saranno trattate tutte allo stesso modo, comunque, come prima. Se tutto è urgente, nella pratica nulla è urgente. Al Pronto soccorso di un ospedale, se tutte le fratture o presunte tali fossero trattate con la stessa priorità, chi presenta una contusione ad un mignolo sarebbe visitato alla stessa velocità di chi ha subito, ad esempio, fratture di bacino e femore. Non è una cosa saggia, lo si capisce a naso.Meritevoli e non meritevoli alla velocità della luce. Solo chi opera rischierà qualcosa, in termini di eventuali condotte omissive. 

Ecco perché non ci saranno benefici, ma solo operatori di polizia indagati per ritardi ed omissioni. 

Dov’è la soluzione? Semplice: stabilire pene severissime per chi simula (oggi non accade loro proprio nulla) ed attivazione di pools di esperti che valutino caso per caso l’urgenza delle questioni sollevate, per poter intervenire a seconda della celerità richiesta da ciascun caso specifico. Alcuni provvedimenti, come la violenza di genere, vanno affrontati seriamente, e non cavalcando l’onda emotiva o, peggio, i bacini di voti, legiferando in maniera frettolosa e scomposta su argomenti che meritano la massima cura ed attenzione.

Alla base di ogni cosa, anche in questo caso, c’è l’onestà, tanto preziosa poiché rara.

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