Ogni negro è mio fratello

Gatto negro

Avete perso la testa, tutti o quasi. Lo spiegherò una volta sola, in due parole ma cercate di prestare attenzione. Finché Edoardo Vianello cantava “i Vatussi” definendoli: “…altissimi negri…”, nessuno aveva nulla da obiettare. Pian piano, la definizione è stata artatamente demonizzata, dapprima edulcorata a: “nero”, poi: “di colore”, ora è proibito fare riferimento al colore della pelle. Ma solo di quella negra. Chiamo ogni mio amico extracomunitario (questa sì, che è una definizione razzista! Ma non lo dicono in tv, vero?) “negro” e ciascuno di essi risponde a modo suo. Chi “mozzarella”, chi, a sua volta “negro”, chi… Vabbè, insomma ne ridiamo, perché quello non è il punto focale del discorso, non lo è mai. Oggi voglio spendere due chiacchiere per qualcosa di davvero serio. 

Dico davvero. Parlerò “in stampatello”, cosicché nessuno abbia a che mal interpretare, su questo argomento che è così spigoloso perché gli interessi dei soliti potenti sono davvero altissimi.

Arrivo subito al punto: il tema della schiavitù è antico, tant’è che si cerca in ogni modo di camuffare, dissimulare, negare la colonizzazione dell’intero continente africano e di altri territori poveri (o impoveriti) da parte di tanti (le nazionalità le conoscete bene, sono presenti ancora oggi) uomini bianchi, che ancora oggi hanno come obiettivo o sfruttamento del negro e del suo territorio, a proprio vantaggio. Chi è tecnologicamente (anche in senso bellico) un passo avanti, se ne avvantaggia sempre. Se ancora vi state chiedendo perché bambini che soffrono davvero la fame e le pene della guerra si trovino ancora in Burundi, Congo, Yemen, Siria… Be’, se vi state chiedendo perché quei bambini e quelle genti si trovino ancora lì, è indispensabile che cominciate a porvi i giusti interrogativi.

Il 97% dei richiedenti asilo non ottiene lo status di rifugiato, il che significa che non scappa da alcuna guerra. Per circa tre – quattro anni, a ciascun richiedente asilo viene offerto vitto e alloggio gratis, zero tasse, zero multe, zero fisco, zero Equitalia (per coloro che si fermano in questa penisola). Tutto ciò che guadagnano, è attivo, non dovendo pagare vitto né alloggio né vizi. Pertanto, questi disperati si accontentano di salari da fame (per chi deve pagare vitto e alloggio, ad esempio gli Italiani, accettare salari così bassi sarebbe impossibile) e per loro è tutto guadagno.

Per chi li sfrutta, è tutto guadagno

Le Forze dell’Ordine sono state machiavellicamente ridotte all’osso, cosicché è letteralmente impossibile controllare gli schiavisti.
Risulterebbe difficile e lunghissimo spiegare ogni particolare di quanto ho appena detto e peraltro non sarebbe adeguato alla necessaria sintesi che vi ho preposto, pertanto rimando alla sensibilità del lettore la ricerca delle analogie nelle tavole di raffronto passato/presente sottostanti:

Il gioco è facile facile:  trova  le analogie (apri le immagini):

Come vedete, amici cari, tutto si ripete con precisione diabolica, ciclica, che vede sempre gli stessi padroni e sempre gli stessi schiavi, in un continuo ripetersi di storie già scritte, mentre noialtri stiamo a dividerci sull’opportunità di chiamare o meno “negro” un fratello.

P.S.: Quando chiuderanno gli alberghi (perché accadrà, statene pur certi, e ciò avverrà quando la domanda e l’offerta di nuovi schiavi saranno in equilibrio) dove andranno ad abitare tutti i fratelli negri messi improvvisamente in strada?

Io lo so, e tu?

Svegliatevi, schiavi, tutti.

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Questo articolo ha un commento

  1. Francesco Maiorano

    Alla definitiva chiusura del rubinetto aperto per la specifica tratta, tutti gli schiavi che, messi fuori da alberghi ed altre sistemazioni, si ritroveranno per strada, non avranno altra scelta che occupare case disabitate, popolando quartieri residenziali stagionali, restando nelle case dove hanno trovato ospitalità a pagamento garantita da chi gestisce il traffico di esseri umani. Saranno giorni duri, perché tutti coloro i quali avranno fino ad allora dormito, si sveglieranno ed erroneamente individueranno i colpevoli negli schiavi. Divide et impera, con la ghettizzazione di questa gente sarà ancora più semplice governare l’esercito di capre belanti di cui facciamo parte.

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