“Cervello” da vivere – Storia di una rinascita.

Si è detto di tutto ed il suo contrario in merito all’intervento di (chiamiamola così) manutenzione straordinaria dell’incantevole faggeta di Cozzo Cervello, sulle colline di Paola, in provincia di Cosenza. Partenza dal SantuarioQuesto intervento avrebbe dovuto riguardare un quinto della popolazione di faggi che adorna, protegge ed arricchisce la collina e, per la precisione, gli individui arrivati a fine ciclo vitale sarebbero dovuti essere abbattuti. Bando, aggiudicazione, predisposizione dei tagli passano in sordina. La notizia dell’imminente inizio delle operazioni scatena invece un comprensibile tam tam ed alcune associazioni ambientaliste, unite a tanti amanti (riconoscenti) della natura, come me, si sono uniti spontaneamente per cercare di scongiurare l’inizio delle operazioni. Oltre ad essere tappa del sentiero Italia CAI, è tappa del celebre, desiderato ed in rapida via di sviluppo Cammino di San Francesco di Paola (vi invito calorosamente ad informarvi e percorrerlo!) e, per nulla secondario, noi che abitiamo a questa latitudine conosciamo bene determinati meccanismi, primo fra tutti la “teoria delle finestre rotte”, che, anche in questo caso, aveva cominciato a prendere forma e sostanza. Tagli selvaggiI soliti parassiti dalle umane sembianze iniziano a praticare tagli abusivi e selvaggi, un passo al di fuori dei 22 ettari di bosco interessati dall’operazione. Solito copione già visto decine di volte, tanto da farmi tornare in mente un’altra campagna che mi ha appassionato ed ovviamente alla quale ho partecipato in prima linea allorquando il Comune di Cosenza decise di realizzare un’isola ecologica nei pressi di un importante corso d’acqua che scorre nella frazione “Donnici” di Cosenza, ove si produce un vino eccellente, commercializzato ed apprezzato in tutto il mondo. Ebbene, nella zona interessata dai lavori di sbancamento, già ben prima dell’inizio dei lavori, i soliti parassiti avevano iniziato ad abbandonare rifiuti speciali. Residui di bosco ceduoAnche quella battaglia terminò con un risultato positivo, con mia, nostra (anche tua) enorme soddisfazione.Lo sciacallaggio da parte dei soliti ignoti (o dei noti che solitamente la fanno franca) è la parte che più spaventa gli ambientalisti come me, che ben sanno che un’opera, una volta iniziata, è più difficile da fermare. Per perpetrare un guaio ambientale occorre molto poco ma per porvi rimedio, ove sia possibile, sono necessari tempi estremamente lunghi. Così, ci siamo ritrovati la mattina del 20 ottobre 2019 al Santuario di San Francesco di Paola ove, ricevuta la benedizione, siamo partiti alla volta di Cozzo Cervello.

Guarda la galleria sottostante:

Siamo tornati alle 18:00 circa. Francesco Cozzo CervelloLa notizia dell’avvenuta revoca del bando aveva già fatto breccia nella nostra sensibilità e, seppur con il beneficio d’inventario, abbiamo accolto con cauto ottimismo questo lieto fine che apre finalmente ad una duplice strada: la Pubblica Amministrazione in Calabria comincia realmente a dialogare con il cittadino (sono state fatte molte polemiche ma io mi dissocio da ciascuna di esse, poiché guardo al risultato) e le persone cominciano finalmente a capire che il bene pubblico è il bene di tutti, non il bene di nessuno. Cosa è accaduto quel giorno è impossibile da spiegare con le parole convenzionali e mi dispiace se tu non abbia voluto o potuto partecipare: hai perso un’occasione preziosa per vivere l’armonia e l’incanto della condivisione di buoni sentimenti e di poesie silenziose sussurrate dal passo leggero di gente premurosa che incontra e protegge Madre Natura. 

Ma non hai perso del tutto la tua occasione: se vuoi essere protagonista dello sviluppo in itinere del Cammino di San Francesco di Paola, questo è il momento giusto e questo è il link adatto: 

https://www.eppela.com/it/projects/25409-il-cammino-di-san-francesco-di-paola

Buon cammino!

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