Il Cammino di Santiago

Alto del Perdon

Amo definire il cammino per Santiago de Compostela: “il viaggio che vale una vita“. 
Ho percorso la prima volta il Cammino a settembre del 2016, tornerò quest’anno, nel 2019. Ho deciso di dedicare una sezione a questa meravigliosa esperienza introspettiva per magnificarne l’altissimo valore spirituale. Non mi soffermerò sull’aspetto storico – geografico, di cui il web è saturo, ma mi limiterò a trattare
le prospettive del cammino che ritengo essere degne di attenzione, per delineare il carattere sorprendentemente magico di questa incredibile avventura. Il Cammino è personale ed ogni uomo trae da esso emozioni uniche, irripetibili; tuttavia, cercherò di dispensare qualche suggerimento utile a svelare alcuni aspetti pratici da tener presente per non rischiare di interrompere anzitempo l’avventura. Se siamo davvero motivati, quasi nulla può farci desistere dai nostri propositi ma, comunque, ricevere una buona dritta aiuta già a comprendere lo spirito del pellegrino lungo il Cammino di Santiago, dove può accadere tutto, anche camminare con i propri demoni e familiarizzare con essi. 

Ovviamente, racconterò anche le mie avventure.

La prima sensazione che ho provato sulla strada per Santiago è stata l’insufficienza, forse più inadeguatezza, della lingua rispetto alla miriade di sensazioni nuove, gran parte delle quali era a me sconosciuta e per le quali penso non esistano definizioni calzanti in alcun linguaggio tridimensionale conosciuto.

Ritengo, a ragion veduta, che lungo la via per Santiago ci si liberi man mano da schemi e veleni contemporanei, mettendo a nudo la parte divina che è in ciascuno di noi. 

Lungo il Cammino, le anime, libere, dialogano tra loro.

 Buen camino!

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